>

Terenzi, il Basket è questione di cuore - ASD ALPO BASKET '99

Vai ai contenuti

Terenzi, il Basket è questione di cuore

News
A2 - TERENZI, IL BASKET È QUESTIONE DI CUORE

18 novembre 2014
da www.larena.it   Anna Perlini

Chiara, studentessa di architettura, è arrivata all'Ecodent per potenziare il settore lunghe
Papà Roberto ha vestito le maglie di Imola, Pesaro e Rimini e ha affrontato la Citrosil di Lombardi
 
Chiara Terenzi, pivot di 190 cm del '93, ha un cognome abbastanza famigliare per chi mastica il basket degli Anni '90. Il padre Roberto, classe '60, ha infatti calcato i parquet di Pesaro e poi di Rimini, Ancona, Imola e le minors emiliane e marchigiane. Ha sfidato anche la Scaligera di Dado Lombardi nella finale play-off per la A2, Citrosil-Andrea Costa Imola, vinta fortunatamente dai veronesi, stagione '87-'88.
In A2 Chiara ci è salita per direttissima, chiamata dall'Ecodent Alpo per coprire il buco nel settore lunghe. Da papà Roberto ha ereditato non solo l'altezza, soprattutto la passione per il basket. «A casa sono cresciuta praticamente con la palla in mano, io e mio fratello abbiamo seguito le orme di papà a anche di mamma», racconta Chiara, studentessa di Architettura che ha messo in sospeso, solo per la frequenza che è obbligatoria, così si mette al passo con gli esami, sposando almeno per questa stagione il progetto presentatole dal presidente Renzo Soave. «Mi ha contattato in estate, mi sono piaciute le idee di questa società, non ho avuto remore di fare i bagagli e spostarmi a Verona, lasciando Pesaro e la A3». Nello scambio, la lunga pesarese ci ha guadagnato e non solo perché gioca in una categoria superiore. «In effetti lo scorso anno il gioco era incentrato su un paio di giocatrici e il mio compito era prettamente difendere. Nell'Ecodent invece veniamo coinvolte tutte e mi diverto di più. Il campionato? Sinceramente avevo qualche timore in preseason, poi mi sono stirata i legamenti del ginocchio che forse avevo bistrattato un po' in passato anche se non mi aveva mai dato guai seri. Le prime partite, che io sono rimasta a guardare, mi hanno aperto gli occhi. La squadra è buona e forse a parte Crema che credo sia veramente difficile da battere, Vicenza e Ferrara sono alla portata, con le altre bisogna vincere. Ad iniziare già da sabato con Muggia, e continuare nella fase di ritorno almeno fino alla trasferta a Ferrara».
Cresciuta a pane e basket, con l'ambiente della palla a spicchi è in stretto contatto anche vivendo a Verona. «Condivido l'appartamento con alcune compagne di squadra e ci troviamo nello stesso residence dove vivono alcuni giocatori della Tezenis. Diciamo che il basket me lo ritrovo sempre davanti, anche se a Verona non ci sono i campetti all'aperto in ogni angolo come a Pesaro, dove la pallacanestro è l'argomento principale. Quando giro per la città uso il mio occhio di futuro architetto, Verona è davvero bella e offre molte occasioni di studio. E anche di gioco».

Torna ai contenuti